Nel giugno 2018 i genitori di un ospite dell'appartamento sottoposto a tutela informano l'Associazione Tutela
Salute Mentale per la Vallesina che a Jesi, in Via del Verziere n. 55, opera un appartamento, ove sono previsti 6 posti
letto, presso il quale vengono inviate dal DSM di Jesi persone con disturbi mentali e tra queste, persone provenienti da
strutture accreditate.
I genitori chiedono l'assistenza della Associazione per fare luce sulla situazione abitativa del proprio figlio.
L'Associazione inizia l'assistenza con la collaborazione del proprio legale di fiducia, l'Avv. Ruggero Fittajoli di Jesi.
Il 06/07/2018 si chiedono notizie al DSM Jesi in merito all'appartamento.
In assenza di riscontro, il 02/08/2018 e il 20/09/2018 vengono inviate richieste a diversi Enti ed Istituzioni per
conoscere la natura ed il funzionamento di tale appartamento, non ottenendo risposte o ottenendo risposte insufficienti
(ASP Ambito 9: non è una struttura sociale; DSM Jesi: è una forma di "residenzialità leggera" (co-abitazione).
Nessuna notizia sul funzionamento, quindi ulteriore richiesta agli Enti ed Istituzioni di cui sopra formulata con
lettera del 08/10/2018. Con la stessa lettera si segnala il sospetto che la struttura stia operando senza autorizzazione.
Perdurando il silenzio, il 05/12/2018
Dal verbale (allegato 1) di accertamento del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute – N.A.S. di Ancona del 06/02/2019, ottenuto tramite procedura di accesso agli atti, emerge, per ammissione della stessa dott.ssa Mogianesi (ex Assistente Sociale in forza al DSM di Jesi, in pensione dal 2010), che nell'appartamento è stato avviato dal DSM di Jesi il progetto "Gruppo appartamento" sulla base di una convenzione stipulata dal DSM Jesi con l'Associazione Atena, della quale è la Presidente.
SE NE DEDUCE CHE:
PERSONE CON GRAVI DISABILITA' MENTALI SAREBBERO STATE INVIATE DAL DSM DI JESI IN
UN GRUPPO APPARTAMENTO - CHE COME TALE AVREBBE AVUTO COMUNQUE BISOGNO
ANCH'ESSO DI AUTORIZZAZIONE - IN BASE AD UNA CONVENZIONE CON UNA ASSOCIAZIONE DI
VOLONTARIATO, AFFINDANDONE LA GESTIONE A DEI VOLONTARI.
La quota individuale, o per meglio dire "retta" – pagata dai Tutori/Amministratori di Sostegno per i singoli individui
presenti per il servizio offerto dalla Atena ONLUS – sarà appurata in € 800,00 mensili. Il pagamento veniva effettuato
nelle mani della Presidente della Associazione Atena, Dina Mogianesi, evidentemente quale titolare riconosciuto della
struttura operante nell'appartamento preso in affitto dalla medesima associazione.
Al pagamento seguiva rilascio di contestuale ricevuta ai tutori/amministratori di sostegno evidentemente a loro
necessaria per documentare la spesa ai fini del rendiconto al Giudice Tutelare.
Cosa fosse compreso nella predetta "retta" non risulta specificato in nessun documento.
Eppure l'Associazione Tutela Salute Mentale per la Vallesina prima ed i Carabinieri Stazione di Jesi
successivamente avevano chiesto l'intervento anche della Guardia di Finanza e dell'Ispettorato del Lavoro!
Tutto inutile, nessuna risposta alle nostre richieste!
Il 26/09/2019 il Comune di Jesi convoca la Presidente della Associazione Atena Dina Mogianesi ed il Dott. Mari. Viene invitato anche il Vicepresidente della Associazione Tutela Salute Mentale per la Vallesina, Tito Augelli. Sul tavolo le risultanze della visita effettuata il 06/02/2019 dal NAS di Ancona presso la struttura di Via del Verziere n. 55. Il Dott. Mari, in considerazione delle richieste formulate dal NAS di Ancona, propone una soluzione che preveda:
Il Dott. Mari viene invitato a formalizzare quanto da lui proposto verbalmente. Il Vicepresidente dell'Associazione
Tito Augelli si riserva di replicare sulla proposta dopo la sua formalizzazione, ma esprime da subito le proprie
perplessità sulla soluzione illustrata.
Il 04/12/2019 perviene all'associazione TSM da parte del Comune di Jesi la comunicazione datata 19/10/2019
a loro inviata dal Dott. Mari su richiesta dello stesso Comune di Jesi (allegato 2)
Il 12/12/2019 la Presidente dell'Associazione, ritenendo la soluzione illustrata dal Dott. Mari addirittura
peggiorativa per gli ospiti rispetto alla preesistente, presenta
In data 20/12/2019 l'Associazione invia agli stessi Enti ed Istituzioni chiamati in causa dal NAS Ancona
dopo l'accesso del 06/02/2019, le proprie osservazioni sul
contenuto della lettera del Dott. Mari del 19/10/2019, chiedendo risposte ed interventi
PROSEGUE IL PIÙ TOTALE SILENZIO DA PARTE DELLE ISTITUZIONI chiamate in causa, dal
che in data 20/04//2020 la Presidente dell'Associazione Lidia Ciani presenta un
IL SILENZIO DA PARTE DI QUANTI CHIAMATI IN CAUSA PERDURA SINO AL 7/03/2022, giorno in
cui il Vicepresidente dell'Associazione Tito Augelli viene invitato presso gli uffici del Corpo di Polizia Locale del
Comune di Jesi, quale persona maggiormente informata sui fatti, per relazionare sulla vicenda. A conclusione
dell'incontro, il Vicepresidente Augelli consegna, su richiesta, copia dell'esposto 12/12/2019 con relativi allegati.
In data 25/03/2022 la Presidente dell'Associazione presenta alla Procura della Repubblica una
In data 21/04/2022 il P.M. sottoscrive la richiesta di archiviazione del procedimento penale iscritto a carico
di ignoti per il reato di cui all'art. 323 c.p.
In data 19/09/2022 la Presidente dell'Associazione, tramite il proprio legale di fiducia Avv. Ruggero Fittajoli,
presenta al G.I.P.
In data 06/03/2023 il G.I.P. visto l'art. 409 c.p.p. ordina l'archiviazione del procedimento, rimasto contro
ignoti, disponendo la restituzione degli atti al P.M. e autorizzando il rilascio di copie degli atti agli indagati e ai
rispettivi difensori, dopo aver osservato:
"La richiesta del P.M. va accolta. Non vi sono ragioni dirimenti che inducono a ritenere che la vicenda, quale portata all'attenzione dell'autorità giudiziaria anconetana, travalichi da confini, tipicamente amministrativi, inerenti la – controversa e non univocamente interpretabile – legittimità, sotto il profilo autorizzatorio, dell'attività posta in essere nella struttura di cui si tratta. Anche qualora, propendendo per una delle interpretazioni possibili, si ritenesse la medesima struttura carente di specifiche autorizzazioni, resta il fatto che la contraria convinzione manifestata da alcuni dei soggetti istituzionali intervenuti nella vicenda amministrativa, nonché l'effettivo svolgimento del servizio di pubblica necessità richiesto dal DSM, non consentono di ipotizzare, ex art. 125 disp. att. c.c.p., un proficuo esercizio dell'azione penale per il delitto di abuso d'ufficio. L'assunzione delle prove suppletive richieste dall'opponente non muterebbe il quadro appena delineato. Da qui l'archiviazione del procedimento penale."
Pur convinti di avere buoni motivi per ricorrere in Cassazione, l'Associazione decide di rinunciare non avendo risorse finanziarie per sostenere le spese relative a tale procedimento.
IN ORDINE ALLE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA
l'Associazione T.S.M. rileva:
1) quanto a
"Non vi sono ragioni dirimenti che inducono a ritenere che la vicenda, quale portata all'attenzione
dell'autorità giudiziaria anconetana, travalichi da confini, tipicamente amministrativi, inerenti la –
controversa e non univocamente interpretabile – legittimità, sotto il profilo autorizzatorio, dell'attività posta
in essere nella struttura di cui si tratta."
- che l'attività realizzata dall'Associazione Atena fosse priva di autorizzazione trova riscontro nelle risultanze della
visita fatta dal N.A.S. Ancona il 6/02/2019 e nella ammissione delle risultanze stesse esternata dal Dott. Mari nella
propria lettera del 16/10/2019;
- che per tale attività "volontaria", secondo l'accordo sottoscritto con il DSM Jesi, l'Associazione Atena percepisse
una "retta" di 800,00 € a persona risulta comprovato dalla ammissione della stessa Mogianesi verbalizzata nel corso
dell'accesso da parte del N.A.S. del 06/02/2019 e dalla ammissione da parte della Tutrice di un soggetto ospitato;
- che da parte della Associazione Atena sia stata realizzata una attività abusiva agevolata dal dott. Mari con
l'invio di soggetti provenienti da regolari strutture autorizzate ed accreditate;
- che il dott. Mari abbia affidato la gestione di soggetti gravi bisognevoli di assistenza h. 24 a personale
"volontario" non garantendo l'adeguata assistenza professionale che sarebbe stata assicurata in presenza di regolare
autorizzazione;
2) quanto a
"Anche qualora, propendendo per una delle interpretazioni possibili, si ritenesse la medesima struttura
carente di specifiche autorizzazioni, resta il fatto che la contraria convinzione manifestata da alcuni dei
soggetti istituzionali intervenuti nella vicenda amministrativa, nonché l'effettivo svolgimento del servizio di
pubblica necessità richiesto dal DSM, non consentono di ipotizzare, ex art. 125 disp. att. c.c.p., un proficuo
esercizio dell'azione penale per il delitto di abuso d'ufficio."
- che la contraria convinzione manifestata da alcuni soggetti istituzionali intervenuti nella vicenda risulta circoscritta al
solo dott. Mari, parte in causa nella vicenda stessa;
- che nessun altro soggetto istituzionale chiamato in causa, ad eccezione del Comune di Jesi seppure tardivamente,
ha risposto alla chiamata, consentendo con il proprio silenzio la prosecuzione dell'attività abusiva posta in essere in
situazione di sleale concorrenza, senza la necessaria assistenza professionale nei confronti dei soggetti gravi ospitati
nell'appartamento;
- che il dott. Mari nella vicenda non ha richiesto un servizio di pubblica necessità in quanto i soggetti inviati
all'appartamento provenivano da regolari strutture ove erano precedentemente ospitati;
3) quanto a
" L'assunzione delle prove suppletive richieste dall'opponente non muterebbe il quadro appena delineato."
- che l'assunzione delle prove suppletive avrebbe potuto fare emergere ulteriori responsabilità di carattere penale,
oltre che amministrativo: ruolo e responsabilità dei Tutori/Amministratori di Sostegno, delle badanti dipendenti, dei
"Volontari".
Il procedimento penale si è concluso, rimane in piedi solo il procedimento sanzionatorio da parte del Comune
di Jesi nei confronti della dott.ssa Dina Mogianesi annullato da una incredibile sentenza del TAR Marche,
giustamente impugnata dal Comune.
Il dott. Mari, nell'occasione, dopo aver inquadrato in precedenza l'appartamento nelle più svariate forme, è
riuscito a fare credere al TAR che il suddetto appartamento fosse "ispirato" alla Legge Regionale 21/2018 –
Interventi regionali per favorire la vita indipendente delle persone con disabilità.
Un appartamento "ispirato" ci mancava! Il Progetto di Vita Indipendente è tutt'altra cosa! Ed infatti il TAR ha riportato gli art. della L.R. 21/2016 (per la Comunità Alloggio) ma si è guardato bene dal riportare quelli relativi alla L.R. 21/2018 la cui lettura avrebbe permesso di escludere l'appartamento dalla Progettualità di Vita Indipendente per assenza dei principi fondamentali!
L'Associazione, nel merito della L.R. 21/2018, rimanda a quanto già ampiamente illustrato e pubblicato sul proprio sito e sulla stampa in data 21/04/2024, dal Presidente del GRUSOL Fabio Ragaini (Allegato 3).
In attesa di conoscere l'esito del ricorso del Comune di Jesi, l'appartamento di Via del Verziere 55 di Jesi è ora finito sotto sequestro per i recenti noti fatti di cronaca e le ospiti hanno trovato sistemazione in regolari strutture.
Resta da una parte il rammarico per la mancata chiusura a suo tempo della struttura, chiusura che avrebbe evitato alle ospiti quanto loro successivamente subito, dall'altra parte la speranza che sulla vicenda si faccia piena luce e si stabilisca la verità che andrebbe ricercata non per andare a favore o contro qualcuno, ma sicuramente nell'interesse dei soggetti disabili mentali che potrebbero trovarsi in una situazione analoga a quella in cui si sono trovati i soggetti coinvolti nella presente vicenda.
La verità è dovuta non solo a chi ha subito direttamente, ma a tutti i cittadini contribuenti. La verità e la giustizia vanno invocate e pretese nella loro interezza, fino in fondo.
Allegato 1: Verbale N.A.S.: 06/02/2019
Ritorna alla citazione dell'allegato 1
Allegato 2: Lettera del dott. Mari del 19/10/2019
Ritorna alla citazione dell'allegato 2
Allegato 3: Intervento di Fabio Ragaini
Onlus Tutela Salute Mentale per la Vallesina - Associazione di volontariato
Iscritta al Registro Regionale delle Orgnizzazioni di Volontariato N.013236 Sezione 3 del Servizio Sanità della Regione Marche - P.IVA / C.F. 91016180423