INFORMATIVA al 05/06/2024

sulla vicenda Appartamento in Jesi, Via del Verziere n. 55

La lunga filiera delle responsabilità

Parte prima: le origini

Nel giugno 2018 i genitori di un ospite dell'appartamento sottoposto a tutela informano l'Associazione Tutela Salute Mentale per la Vallesina che a Jesi, in Via del Verziere n. 55, opera un appartamento, ove sono previsti 6 posti letto, presso il quale vengono inviate dal DSM di Jesi persone con disturbi mentali e tra queste, persone provenienti da strutture accreditate.
I genitori chiedono l'assistenza della Associazione per fare luce sulla situazione abitativa del proprio figlio. L'Associazione inizia l'assistenza con la collaborazione del proprio legale di fiducia, l'Avv. Ruggero Fittajoli di Jesi.
Il 06/07/2018 si chiedono notizie al DSM Jesi in merito all'appartamento.
In assenza di riscontro, il 02/08/2018 e il 20/09/2018 vengono inviate richieste a diversi Enti ed Istituzioni per conoscere la natura ed il funzionamento di tale appartamento, non ottenendo risposte o ottenendo risposte insufficienti (ASP Ambito 9: non è una struttura sociale; DSM Jesi: è una forma di "residenzialità leggera" (co-abitazione).
Nessuna notizia sul funzionamento, quindi ulteriore richiesta agli Enti ed Istituzioni di cui sopra formulata con lettera del 08/10/2018. Con la stessa lettera si segnala il sospetto che la struttura stia operando senza autorizzazione.
Perdurando il silenzio, il 05/12/2018 viene richiesto l'intervento del N.A.S. Ancona che il 06/02/2019 effettua l'accesso nell'appartamento

Dal verbale (allegato 1) di accertamento del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute – N.A.S. di Ancona del 06/02/2019, ottenuto tramite procedura di accesso agli atti, emerge, per ammissione della stessa dott.ssa Mogianesi (ex Assistente Sociale in forza al DSM di Jesi, in pensione dal 2010), che nell'appartamento è stato avviato dal DSM di Jesi il progetto "Gruppo appartamento" sulla base di una convenzione stipulata dal DSM Jesi con l'Associazione Atena, della quale è la Presidente.

SE NE DEDUCE CHE:
PERSONE CON GRAVI DISABILITA' MENTALI SAREBBERO STATE INVIATE DAL DSM DI JESI IN UN GRUPPO APPARTAMENTO - CHE COME TALE AVREBBE AVUTO COMUNQUE BISOGNO ANCH'ESSO DI AUTORIZZAZIONE - IN BASE AD UNA CONVENZIONE CON UNA ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO, AFFINDANDONE LA GESTIONE A DEI VOLONTARI.

La quota individuale, o per meglio dire "retta" – pagata dai Tutori/Amministratori di Sostegno per i singoli individui presenti per il servizio offerto dalla Atena ONLUS – sarà appurata in € 800,00 mensili. Il pagamento veniva effettuato nelle mani della Presidente della Associazione Atena, Dina Mogianesi, evidentemente quale titolare riconosciuto della struttura operante nell'appartamento preso in affitto dalla medesima associazione.
Al pagamento seguiva rilascio di contestuale ricevuta ai tutori/amministratori di sostegno evidentemente a loro necessaria per documentare la spesa ai fini del rendiconto al Giudice Tutelare.
Cosa fosse compreso nella predetta "retta" non risulta specificato in nessun documento.

Solo qualche domanda

  • Qualcuno ha indagato sulla contabilità della Associazione Atena?

  • Qualcuno ha preso visione del Registro dei Volontari della Associazione?

  • Qualcuno ha indagato sui predetti rendiconti dei tutori?

  • Qualcuno ha verificato se Atena avesse denunciato alla Agenzia delle Entrate l'apertura di quella sede operativa e per quali finalità e se la decisione fosse stata deliberata dal Consiglio Direttivo/Assemblea dei Soci?

Eppure l'Associazione Tutela Salute Mentale per la Vallesina prima ed i Carabinieri Stazione di Jesi successivamente avevano chiesto l'intervento anche della Guardia di Finanza e dell'Ispettorato del Lavoro!

Tutto inutile, nessuna risposta alle nostre richieste!

Parte seconda: l'evoluzione

Il 26/09/2019 il Comune di Jesi convoca la Presidente della Associazione Atena Dina Mogianesi ed il Dott. Mari. Viene invitato anche il Vicepresidente della Associazione Tutela Salute Mentale per la Vallesina, Tito Augelli. Sul tavolo le risultanze della visita effettuata il 06/02/2019 dal NAS di Ancona presso la struttura di Via del Verziere n. 55. Il Dott. Mari, in considerazione delle richieste formulate dal NAS di Ancona, propone una soluzione che preveda:

  1. il cambio dell'intestataria dell'appartamento in affitto e delle utenze nella persona di una ospite;
  2. l'assunzione come badanti delle "volontarie", non specificando chi delle due già presenti;
  3. il mantenimento della presenza delle altre persone in qualità di ospiti;
  4. il concorso diretto Tutori/amministratori di Sostegno nella conduzione dell'appartamento.

Il Dott. Mari viene invitato a formalizzare quanto da lui proposto verbalmente. Il Vicepresidente dell'Associazione Tito Augelli si riserva di replicare sulla proposta dopo la sua formalizzazione, ma esprime da subito le proprie perplessità sulla soluzione illustrata.
Il 04/12/2019 perviene all'associazione TSM da parte del Comune di Jesi la comunicazione datata 19/10/2019 a loro inviata dal Dott. Mari su richiesta dello stesso Comune di Jesi (allegato 2)

Il 12/12/2019 la Presidente dell'Associazione, ritenendo la soluzione illustrata dal Dott. Mari addirittura peggiorativa per gli ospiti rispetto alla preesistente, presenta l'esposto datato 05/12/2019 alla Procura della Repubblica di Ancona.
In data 20/12/2019 l'Associazione invia agli stessi Enti ed Istituzioni chiamati in causa dal NAS Ancona dopo l'accesso del 06/02/2019, le proprie osservazioni sul
contenuto della lettera del Dott. Mari del 19/10/2019, chiedendo risposte ed interventi

PROSEGUE IL PIÙ TOTALE SILENZIO DA PARTE DELLE ISTITUZIONI chiamate in causa, dal che in data 20/04//2020 la Presidente dell'Associazione Lidia Ciani presenta un ulteriore esposto al NAS di Ancona con richiesta di indagare, valutare ed intervenire in ordine alla nuova gestione dell'appartamento in Via del Verziere n. 55

IL SILENZIO DA PARTE DI QUANTI CHIAMATI IN CAUSA PERDURA SINO AL 7/03/2022, giorno in cui il Vicepresidente dell'Associazione Tito Augelli viene invitato presso gli uffici del Corpo di Polizia Locale del Comune di Jesi, quale persona maggiormente informata sui fatti, per relazionare sulla vicenda. A conclusione dell'incontro, il Vicepresidente Augelli consegna, su richiesta, copia dell'esposto 12/12/2019 con relativi allegati.
In data 25/03/2022 la Presidente dell'Associazione presenta alla Procura della Repubblica una integrazione dell'esposto 12/12/2019 per illustrare la nuova situazione venutasi a creare a seguito di quanto formalizzato dal Dott. Mari con la sua lettera del 19/10/2019.
In data 21/04/2022 il P.M. sottoscrive la richiesta di archiviazione del procedimento penale iscritto a carico di ignoti per il reato di cui all'art. 323 c.p.
In data 19/09/2022 la Presidente dell'Associazione, tramite il proprio legale di fiducia Avv. Ruggero Fittajoli, presenta al G.I.P. atto di opposizione alla succitata richiesta di archiviazione.
In data 06/03/2023 il G.I.P. visto l'art. 409 c.p.p. ordina l'archiviazione del procedimento, rimasto contro ignoti, disponendo la restituzione degli atti al P.M. e autorizzando il rilascio di copie degli atti agli indagati e ai rispettivi difensori, dopo aver osservato:

"La richiesta del P.M. va accolta. Non vi sono ragioni dirimenti che inducono a ritenere che la vicenda, quale portata all'attenzione dell'autorità giudiziaria anconetana, travalichi da confini, tipicamente amministrativi, inerenti la – controversa e non univocamente interpretabile – legittimità, sotto il profilo autorizzatorio, dell'attività posta in essere nella struttura di cui si tratta. Anche qualora, propendendo per una delle interpretazioni possibili, si ritenesse la medesima struttura carente di specifiche autorizzazioni, resta il fatto che la contraria convinzione manifestata da alcuni dei soggetti istituzionali intervenuti nella vicenda amministrativa, nonché l'effettivo svolgimento del servizio di pubblica necessità richiesto dal DSM, non consentono di ipotizzare, ex art. 125 disp. att. c.c.p., un proficuo esercizio dell'azione penale per il delitto di abuso d'ufficio. L'assunzione delle prove suppletive richieste dall'opponente non muterebbe il quadro appena delineato. Da qui l'archiviazione del procedimento penale."

Pur convinti di avere buoni motivi per ricorrere in Cassazione, l'Associazione decide di rinunciare non avendo risorse finanziarie per sostenere le spese relative a tale procedimento.

IN ORDINE ALLE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA
l'Associazione T.S.M. rileva:
1) quanto a
"Non vi sono ragioni dirimenti che inducono a ritenere che la vicenda, quale portata all'attenzione dell'autorità giudiziaria anconetana, travalichi da confini, tipicamente amministrativi, inerenti la – controversa e non univocamente interpretabile – legittimità, sotto il profilo autorizzatorio, dell'attività posta in essere nella struttura di cui si tratta."
- che l'attività realizzata dall'Associazione Atena fosse priva di autorizzazione trova riscontro nelle risultanze della visita fatta dal N.A.S. Ancona il 6/02/2019 e nella ammissione delle risultanze stesse esternata dal Dott. Mari nella propria lettera del 16/10/2019;
- che per tale attività "volontaria", secondo l'accordo sottoscritto con il DSM Jesi, l'Associazione Atena percepisse una "retta" di 800,00 € a persona risulta comprovato dalla ammissione della stessa Mogianesi verbalizzata nel corso dell'accesso da parte del N.A.S. del 06/02/2019 e dalla ammissione da parte della Tutrice di un soggetto ospitato;
- che da parte della Associazione Atena sia stata realizzata una attività abusiva agevolata dal dott. Mari con l'invio di soggetti provenienti da regolari strutture autorizzate ed accreditate;
- che il dott. Mari abbia affidato la gestione di soggetti gravi bisognevoli di assistenza h. 24 a personale "volontario" non garantendo l'adeguata assistenza professionale che sarebbe stata assicurata in presenza di regolare autorizzazione;
2) quanto a
"Anche qualora, propendendo per una delle interpretazioni possibili, si ritenesse la medesima struttura carente di specifiche autorizzazioni, resta il fatto che la contraria convinzione manifestata da alcuni dei soggetti istituzionali intervenuti nella vicenda amministrativa, nonché l'effettivo svolgimento del servizio di pubblica necessità richiesto dal DSM, non consentono di ipotizzare, ex art. 125 disp. att. c.c.p., un proficuo esercizio dell'azione penale per il delitto di abuso d'ufficio."
- che la contraria convinzione manifestata da alcuni soggetti istituzionali intervenuti nella vicenda risulta circoscritta al solo dott. Mari, parte in causa nella vicenda stessa;
- che nessun altro soggetto istituzionale chiamato in causa, ad eccezione del Comune di Jesi seppure tardivamente, ha risposto alla chiamata, consentendo con il proprio silenzio la prosecuzione dell'attività abusiva posta in essere in situazione di sleale concorrenza, senza la necessaria assistenza professionale nei confronti dei soggetti gravi ospitati nell'appartamento;
- che il dott. Mari nella vicenda non ha richiesto un servizio di pubblica necessità in quanto i soggetti inviati all'appartamento provenivano da regolari strutture ove erano precedentemente ospitati;
3) quanto a
" L'assunzione delle prove suppletive richieste dall'opponente non muterebbe il quadro appena delineato."
- che l'assunzione delle prove suppletive avrebbe potuto fare emergere ulteriori responsabilità di carattere penale, oltre che amministrativo: ruolo e responsabilità dei Tutori/Amministratori di Sostegno, delle badanti dipendenti, dei "Volontari".
Il procedimento penale si è concluso, rimane in piedi solo il procedimento sanzionatorio da parte del Comune di Jesi nei confronti della dott.ssa Dina Mogianesi annullato da una incredibile sentenza del TAR Marche, giustamente impugnata dal Comune.
Il dott. Mari, nell'occasione, dopo aver inquadrato in precedenza l'appartamento nelle più svariate forme, è riuscito a fare credere al TAR che il suddetto appartamento fosse "ispirato" alla Legge Regionale 21/2018 – Interventi regionali per favorire la vita indipendente delle persone con disabilità.

Un appartamento "ispirato" ci mancava! Il Progetto di Vita Indipendente è tutt'altra cosa! Ed infatti il TAR ha riportato gli art. della L.R. 21/2016 (per la Comunità Alloggio) ma si è guardato bene dal riportare quelli relativi alla L.R. 21/2018 la cui lettura avrebbe permesso di escludere l'appartamento dalla Progettualità di Vita Indipendente per assenza dei principi fondamentali!

L'Associazione, nel merito della L.R. 21/2018, rimanda a quanto già ampiamente illustrato e pubblicato sul proprio sito e sulla stampa in data 21/04/2024, dal Presidente del GRUSOL Fabio Ragaini (Allegato 3).

In attesa di conoscere l'esito del ricorso del Comune di Jesi, l'appartamento di Via del Verziere 55 di Jesi è ora finito sotto sequestro per i recenti noti fatti di cronaca e le ospiti hanno trovato sistemazione in regolari strutture.

Resta da una parte il rammarico per la mancata chiusura a suo tempo della struttura, chiusura che avrebbe evitato alle ospiti quanto loro successivamente subito, dall'altra parte la speranza che sulla vicenda si faccia piena luce e si stabilisca la verità che andrebbe ricercata non per andare a favore o contro qualcuno, ma sicuramente nell'interesse dei soggetti disabili mentali che potrebbero trovarsi in una situazione analoga a quella in cui si sono trovati i soggetti coinvolti nella presente vicenda.

La verità è dovuta non solo a chi ha subito direttamente, ma a tutti i cittadini contribuenti. La verità e la giustizia vanno invocate e pretese nella loro interezza, fino in fondo.

Allegato 1: Verbale N.A.S.: 06/02/2019

"Sul posto abbiamo avuto la presenza della stessa Mogianesi Dina il quale è stato reso edotto del motivo della nostra visita. Pertanto si procedeva ad accertare quanto segue. All'interno dell'appartamento corrente in Via del Verziere 55 è stato avviato il Progetto "Gruppo Appartamenti" dal Dipartimento di Salute Mentale di Jesi attraverso una convenzione stipulata con l'Associazione Atena ONLUS di Jesi. Tale Associazione ha la gestione attualmente di quattro persone: omissis. Tutti questi individui hanno propri tutori legali che sono a conoscenza ed hanno condiviso il progetto sopra indicato. La struttura, appartamento posto al piano rialzato, è costituito da 3 stanze (rispettivamente con 3, 2 ed 1 letto), un servizio igienico e un cucinino. Esternamente, sul pianerottolo, è posizionato un piccolo vano-dispensa. All'atto dell'ispezione erano presenti omissis e omissis oltre all'assistente sociale Mogianesi Dina della ONLUS Atena. La parte riferisce che omissis e omissis sono impegnati nello svolgimento delle mansioni affidate alla Cooperativa di lavoro "Tadamon" (che ha in gestione i parchi del Comune di Jesi) nell'ambito del Progetto "Continuare a sorridere". Mogianesi Dina riferisce che l'Associazione Atena ONLUS vede la partecipazione di 4 volontari (Fratellizzi Franco – con mansioni di cuoco -, Fratellizzi Michela, omissis, Mogianesi Dina) che sono presenti nel Gruppo Appartamento di Via del Verziere su 3 turni dalle 08,00 alle 21,00. La parte riferisce che sino a dicembre 2018 l'assistenza era continuativa h24 e che a partire dall'inizio del corrente anno, di concerto con il D.S.M. di Jesi è stata ridotta nell'orario notturno. Il servizio offerto dalla Atena ONLUS viene pagato dai tutori dei singoli individui presenti. Si richiede alla parte di produrre entro 5 giorni la seguente documentazione (per mezzo della email in intestazione): convenzione tra Dipartimento Salute Mentale di Jesi e l'Associazione ONLUS Atena – Statuto dell'Associazione ONLUS Atena – contratto di affitto relativo all'immobile di Jesi Via del Verziere 55.

Ritorna alla citazione dell'allegato 1

Allegato 2: Lettera del dott. Mari del 19/10/2019

"Stante l'incontro avvenuto presso il Comune di Jesi in data 26 SETTEMBRE 2019, in seguito delle risultanze della visita fatta dal N.A.S. nel Febbraio 2019 da cui è emersa l'indicazione della necessità di procedere agli atti richiesti per l'autorizzazione o accreditamento relativi ad una struttura di tipo comunitario oppure procedere alla costituzione di altro, si comunica che ad oggi l'appartamento in oggetto è una civile abitazione , regolarmente affittata dalla Sig.ra – omissis - nella persona del Tutore della stessa Avv. – omissis - , che è anche intestataria delle utenze. Attualmente ospita altre tre persone che conservano la propria residenza presso il Comune di provenienza. Tutte fanno riferimento a tutori o amministratori di sostegno che concorrono direttamente nella gestione dell'appartamento. Gli ospiti condividono le spese della quotidianità, vitto ed alloggio, utenze ed assistenza che è data da persone assunte dagli stessi con regolari contratti di lavoro, stipulati presso sindacati (CNA), come figura personale "badante". Le spese ed i mezzi necessari sono interamente a carico delle persone che abitano nell'appartamento, e non gravano in nessun modo su enti o istituzioni pubbliche. Il DSM non offre nessuna assistenza domiciliare programmata, in quanto tale appartamento non è di natura sanitaria, ma accoglie ambulatorialmente, qualora fossero presenti, le esigenze sanitarie richieste come qualsiasi altro libero cittadino del territorio."

Ritorna alla citazione dell'allegato 2

Allegato 3: Intervento di Fabio Ragaini

Jesi. Salute mentale. Arresti e sequestro appartamento. Considerazioni alla luce della sentenza del TAR Marche

Ritorna alla citazione dell'allegato 3

Onlus Tutela Salute Mentale per la Vallesina - Associazione di volontariato
Iscritta al Registro Regionale delle Orgnizzazioni di Volontariato N.013236 Sezione 3 del Servizio Sanità della Regione Marche - P.IVA / C.F. 91016180423